Menu' a sinistra

Contenuto

Cresce, grazie al progetto regionale sul diritto allo studio, il numero di studenti universitari al carcere della Dozza


(ANSA) - BOLOGNA, 15 giugno 2017 - Cresce "il numero degli studenti in carcere

iscritti all'Universita' di Bologna". E' quanto sostenuto dalla direttrice

di Er.Go, Patrizia Mondin, intervenuta in commissione Cultura, scuola,

formazione, lavoro, sport e legalita' dell'Emilia-Romagna, nel corso di una

audizione sul progetto polo universitario penitenziario attivato nella casa

circondariale della Dozza.

   Un progetto, ha spiegato Mondin - come si legge in una nota - "che si

pone l'obiettivo di riconoscere e garantire il diritto allo studio anche in

carcere: nonostante gli ostacoli e le difficolta' della detenzione, infatti,

e' aumentato il numero degli studenti iscritti ai corsi dell'Alma Mater".

   In particolare, ha osservato, in tre anni di attivita',  "dai

25 iscritti nell'anno accademico 2014-15 si e' passato ai 40 nel 2016-17,

dal 2014 sono 92 i detenuti coinvolti in questo progetto".

   Ora, ha sottolineato il responsabile del polo universitario

penitenziario, Giorgio Basevi, "abbiamo bisogno di aiuto, non economico, per

facilitare ai detenuti la fase di inserimento lavorativo all'uscita dal

carcere, chiediamo l'attivazione di progetti funzionali a questo scopo".

   A tale riguardo, e' intervenuto l'esponente di Forza Italia, Enrico Aimi,

"credo nel recupero dei ragazzi che hanno commesso dei reati, molto spesso

prigionieri del gesto di un momento: io stesso ho consigliato, in quanto

avvocato, a diversi dei miei assistiti di intraprendere un percorso

formativo in carcere".

   Con questo incontro, ha dichiarato Francesca Marchetti, esponente del Pd,

"vogliamo comprendere gli aspetti positivi e le criticita' del progetto. Si

tratta di una buona prassi che vale la pena sviluppare, facendo particolare

attenzione, per non lasciare soli questi ragazzi, alla fase post carcere,

sia lavorativa sia formativa".

   Alla Dozza, si legge nella nota, le discipline di studio piu'

diffuse sono Giurisprudenza, Agraria, Lettere e Scienze Politiche. Sul tema

del volontariato nelle carceri sono coinvolti numerosi soggetti: circa 70 in

questo progetto, fra responsabili del corso di laurea, professori di ruolo

che operano a titolo di volontariato, docenti in pensione e studenti che

aiutano i detenuti a preparare gli esami. (ANSA).

Colonna destra