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Tirocini formativi e di orientamento


La Regione Emilia Romagna, disciplina i tirocini quali modalità formative, non costituenti rapporti di lavoro, finalizzate, in via esclusiva, a sostenere le scelte professionali e a favorire l'acquisizione di competenze mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro.

I Tirocini formativi e di orientamento in Emilia Romagna vengono attivati in base alla Legge Regionale n. 17 del 1 agosto 2005, integrata con Legge Regionale n. 7 del 19 luglio 2013.

Le novità principale della legge n. 7 sono:

 

  • il diritto del tirocinante a ricevere un’indennità che è commisurata mensilmente all’effettiva presenza. 
  • il rilascio di un  attestato, “Scheda Capacità e Conoscenze”, che indica l’acquisizione di capacità e conoscenze riferite agli standard professionali di riferimento.

 

ER.GO di norma attiva tirocini per laureati presso Università dell'Emilia-Romagna o per laureati che intendono svolgere l'esperienza in una realtà lavorativa emiliano-romagnola e che non siano in possesso dei requisiti per rientrare in Garanzia Giovani.

I tirocini:

 

  • sono promossi da parte di un soggetto, terzo rispetto al datore di lavoro ospitante e al tirocinante, garante della regolarità e qualità dell'iniziativa;
  • sono regolati da apposita convenzione fra il soggetto promotore e il datore di lavoro, pubblico o privato, che ospita il tirocinante;
  • sono attuati secondo un progetto individuale sottoscritto: da tirocinante, soggetto promotore, soggetto ospitante e dal soggetto che è stato individuato quale erogatore del servizio SRFC, per accettazione dell'incarico.

 

 

Per ogni tirocinio devono essere individuati:

 

  • un tutore responsabile didattico e organizzativo dell'attività, posto a disposizione dal soggetto promotore del tirocinio;
  • un responsabile del tirocinio scelto dal soggetto ospitante, il soggetto erogatore del Sistema Regionale di Formalizzazione e Certificazione delle Competenze

 

E' obbligatoria l'assicurazione del tirocinante contro gli infortuni e per responsabilità civile verso terzi da parte del soggetto promotore, in proprio o in convenzione con il soggetto ospitante

I tirocini hanno il limite di durata massima, intesa come comprensiva delle eventuali proroghe:

 

  • non superiore a sei mesi nel caso di tirocini formativi e di orientamento;
  • non superiore a dodici mesi nel caso di soggetti svantaggiati, escluse le persone con disabilità, nonché dei richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale o umanitaria e persone in percorsi di protezione sociale ai sensi dell'articolo 18 del decreto legislativo n. 286 del 1998;
  • non superiore a ventiquattro mesi nel caso di persone con disabilità.

 

Il tirocinante ha diritto a una sospensione del tirocinio per maternità, malattia o infortunio, che si protragga per una durata pari o superiore a un terzo del tirocinio. Il periodo di sospensione non concorre al computo della durata complessiva fino a un massimo di sei mesi.

I tirocinanti non possono essere utilizzati per attività che non siano coerenti con gli obiettivi formativi del tirocinio stesso.

E' corrisposta al tirocinante un'indennità per la partecipazione al tirocinio. L' indennità è di importo corrispondente ad almeno 450 euro mensili.

L’indennità deve essere commisurata all’effettiva partecipazione al tirocinio e il calcolo si basa sui 30 giorni.